Piedi freddi: cause e rimedi al gelo invernale

Piedi freddi inverno

Naso, orecchie, mani e piedi gelati? Non preoccupatevi, il vostro termostato naturale sta cercando di mantenere il cuore al caldo. Quando fa freddo il corpo umano mette in atto un sistema per ridurre al minimo la dispersione di calore e garantire il buon funzionamento degli organi vitali.

I piedi freddi sono uno uno dei problemi più frequenti che ci capita di affrontare durante l’inverno, in particolare nei mesi di dicembre e gennaio, quando le temperature possono abbassarsi notevolmente.

Quali sono le cause di questo diffuso fenomeno? E quali i rimedi che possiamo utilizzare per evitare di provare la spiacevole sensazione di freddo ai piedi? Scopriamo quali sono le insidie del gelo invernale e come possiamo difendere la salute dei nostri piedi durante tutto l’anno.

Perché i piedi diventano freddi?

Il corpo umano ha una temperatura interna di circa 37 gradi, se lo scambio di calore tra il corpo e l’ambiente non permette di mantenere la temperatura costante si attivano dei processi di termoregolazione.

Immaginate di essere in casa e di aver impostato il termostato su 22°. Quando la temperatura scende, la caldaia si attiva fino a quando in casa sarà tornata la temperatura desiderata. Il corpo umano segue lo stesso principio, se il calore diminuisce troppo il corpo fa di tutto per garantire la temperatura minima necessaria al buon funzionamento degli organi vitali.

Quando fa freddo, il corpo reagisce principalmente attraverso la vasocostrizione e i tremori muscolari. La vasocostrizione è il primo processo con cui il corpo cerca di mantenere il calore e lo fa diminuendo l’afflusso di sangue partendo dalle parti più esposte all’ambiente esterno ovvero epidermide ed estremità. La conseguenza è visibile ad occhio nudo perché la pelle del volto assume un tono spento e pallido e iniziamo a percepire freddo a naso, piedi, mani e orecchie.

Se il corpo resta esposto al freddo per un tempo prolungato, allora vengono attivati i muscoli e si inizia a tremare. I tremori sono degli spasmi muscolari involontari che servono a garantire al corpo la quantità di calore minima necessaria al funzionamento dell’organismo.

Freddolosi si nasce?

Le persone che godono di buona salute si adattano bene ai repentini abbassamenti di temperatura, tuttavia nessuno è totalmente immune dall’impatto che i cambiamenti meteorologici stagionali hanno sul corpo e sulla salute.

I fattori che possono influenzare il livello di tolleranza alle basse temperature sono molteplici: l’età sicuramente gioca un ruolo importante, così come la presenza di patologie del sistema circolatorio o di diabete. Anche l’alimentazione può giocare un ruolo nel determinare una sensibilità più o meno spiccata al freddo: ad esempio nei casi di carenza di ferro o vitamina B12. Sono chiamate in causa anche cattive abitudini come il tabagismo o l’abuso di alcol, ma anche magrezza eccessiva e problemi alla tiroide.

Le categorie di persone più propense a sviluppare una eccessiva sensibilità al freddo sono i bambini, gli anziani, i malati cronici, persone con deficit motori e tutti coloro che per motivi di lavoro sono esposti a condizioni atmosferiche precarie per molte ore.

Quando il corpo mette in atto i processi di vasocostrizione possiamo nascondere le orecchie nel cappello, coprire il naso con la sciarpa, affondare le mani nelle tasche ma i piedi?

I rischi del freddo ai piedi…

I piedi sono la parte più periferica del corpo umano e una delle prime a cui viene sottratto del prezioso calore in caso di bassa temperatura. Venendo a contatto con il terreno, i piedi sono esposti anche all’influenza di umidità, pioggia, neve, ghiaccio. Questo li rende la parte anatomica più sensibile alle condizioni atmosferiche dell’inverno.

La conseguenza più comune legata alle basse temperature sono i geloni, particolari reazioni della cute del piede a seguito di un’esposizione prolungata al freddo. I geloni sono causati dal rallentamento della microcircolazione cutanea, i sintomi sono una sensazione di bruciore associata a gonfiore e arrossamento. In casi particolari si possono formare anche vesciche e ulcere nonché una sensazione di prurito.

La cosiddetta sindrome di Raynaud è una patologia rara che consiste in un restringimento dei vasi sanguigni arteriosi e che comporta alterazioni della circolazione in piedi e mani. Si può manifestare a seguito di bruschi abbassamenti di temperatura, con un improvviso impallidimento delle dita accompagnato da una sensazione di intorpidimento, formicolio e dolore.

Piedi eccessivamente freddi possono essere anche un sintomo di cattiva circolazione, messa a dura prova dal processo di vasocostrizione sopra illustrato.

L’esposizione al freddo invernale, inoltre, può acuire i sintomi di alcune diffuse patologie del piede come l’alluce valgo e l’alluce rigido.

…e come evitarli

Per proteggere i piedi dal freddo invernale è possibile applicare dei semplici rimedi e seguire delle piccole accortezze quotidiane. Per prima cosa, i piedi devono essere sempre ben coperti e asciutti, scarpe e calze devono garantire il più adeguato comfort termico. La formazione del sudore, infatti, associata all’esposizione alle basse temperature può favorire lo sviluppo di geloni.

Evitare i cambiamenti repentini di temperatura, come ad esempio passare direttamente dal calore della scarpa al freddo del pavimento, o dal freddo del piede al contatto diretto con il termosifone.

Per favorire la circolazione è possibile applicare delle pomate emollienti massaggiando i piedi per qualche minuto. Di tanto in tanto può essere d’aiuto fare un piacevole pediluvio caldo (ma non bollente!), in una semplice bacinella o anche in apposite mini-vasche idromassaggio specifiche per piedi, stando attenti ad asciugarli bene alla fine del trattamento.
Sottoporsi a dei controlli medici regolari è il miglior modo per tenere sempre sotto controllo la salute dei piedi ed evitare spiacevoli sorprese.1

  1. Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria. “Guida contro il freddo”, Ministero della Salute, 16/01/2015
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