Il linguaggio dei piedi. Tra scienza, psicologia e… curiosità

linguaggio dei piedi

E se il vero specchio dell’anima non fossero gli occhi ma… i piedi? Secondo alcuni studi di psicologia e comunicazione non verbale, i movimenti dei nostri piedi possono rivelare emozioni e stati d’animo molto più autentici di quelli esternati, ad esempio, dall’espressione del viso. Impariamo a decifrare il linguaggio segreto dei piedi?

Comunicazione non verbale

Il linguaggio del corpo è una delle forme più antiche di comunicazione e, nella storia dell’uomo, precede di gran lunga l’espressione verbale. Ancora oggi, ogni essere umano utilizza il linguaggio del corpo, in modo più o meno cosciente, attraverso la postura, i gesti consapevoli, i movimenti inconsapevoli e le espressioni del viso.

Nella sfera della comunicazione non verbale la parte anatomica maggiormente studiata è stata tradizionalmente il volto. Tutto nasce nel 1872, quando Charles Darwin pubblica l’opera The expression of the emotions in Man and Animals. Da allora molti hanno iniziato a studiare le espressioni facciali per scoprire le reazioni genuine non veicolate dalla parola.

Interpretare questi segnali non è una cosa semplice e molti psicologi hanno redatto dei veri e propri manuali. All’interno di questi testi è possibile trovare consigli e trucchi per smascherare un bugiardo, verificare lo stato d’animo di una persona e scoprire i suoi tratti caratteriali. Per carpire tutte queste informazioni solitamente vengono osservate con attenzione e discrezione parti anatomiche come il viso, le mani, le spalle e il busto.

Piedi specchio dell’anima?

Secondo alcuni psicologi contemporanei, tra cui Marco Pecori, i piedi sono le parti anatomiche meno soggette ad autocontrollo e sono in grado di rivelare emozioni autentiche. Ciò sarebbe dovuto anche al fatto che si tratta di arti periferici, quindi lontani dagli organi di controllo (principalmente la vista). Trovandosi dalla parte opposta del volto, infatti, è difficile che, durante una conversazione, l’interlocutore abbassi lo sguardo per controllare la loro posizione.

Inoltre di solito sono ben protetti: racchiusi nelle scarpe, sotto un tavolino, una sedia, una scrivania; ricoprono una posizione defilata e “sicura”, cosicché non ci preoccupiamo troppo di loro lasciandoli liberi di comunicare e per questo motivo, durante una conversazione, possono svelare tante piccole verità a chi sa leggerne i segnali.

Il linguaggio segreto dei piedi

Secondo i teorici contemporanei della comunicazione non verbale per scoprire cosa si cela nell’animo del vostro interlocutore vi basterà sbirciare la posizione che assume con gli arti inferiori e soprattutto dove mette i piedi.

Se mette i piedi sotto la sedia…
Questa posizione spesso si abbina alle caviglie incrociate e viene associata ad un atteggiamento difensivo o riservato. In pratica è come se il vostro interlocutore volesse tenere nascosta una reazione emotiva, magari un disappunto rispetto a ciò che state dicendo.

Se tiene il piede sollevato da terra…
Questa posizione del piede, di solito associata alle gambe incrociate, ha un’interpretazione molto controversa. Nelle donne tende ad esprimere sensualità quando il piede dondola, mentre esprime chiusura se le gambe sono serrate e immobili. Nell’universo maschile la posizione si presenta spesso con le gambe accavallate e la caviglia appoggiata sul ginocchio: di solito viene interpretata dagli esperti con una connotazione aggressiva o di controllo.

Se il piede è a terra ma il tallone è alzato...
Quando l’avampiede è a contatto con il terreno ma il tallone è alzato, il nostro interlocutore sta probabilmente esprimendo il desiderio di andare via e di sfuggire alla situazione che sta affrontando.

Se la punta del piede è direzionata verso di voi…
Il piede funziona anche come un “puntatore” del corpo ovvero indica la direzione in cui si vuole procedere o ciò che ha catturato la nostra attenzione. Se il piede dell’interlocutore è direzionato verso di voi, ciò denota interesse per quanto state dicendo. Viceversa, se il piede punta nella direzione opposta, potreste non aver conquistato pienamente l’attenzione di quella persona.

Non credete, verificate

Abbiamo dunque scoperto una volta per tutte il linguaggio segreto dei piedi che ci aprirà le porte all’interpretazione della psiche umana? Calma. Chiaramente queste indicazioni vanno prese nella giusta misura e non sono da ritenersi regole ferree.

Le variabili in gioco possono essere infinite, non ultima quella che riguarda il fattore culturale. L’interpretazione del linguaggio del corpo infatti può variare molto a seconda del paese e della cultura di appartenenza. Inoltre il vostro interlocutore potrebbe soffrire, anche inconsapevolmente, di una particolare patologia del piede, che lo costringe a tenere le dita o la pianta in una determinata posizione suo malgrado. Anche questo falserebbe qualsiasi analisi psicologica della sua postura.

Siete curiosi di mettere in pratica queste nozioni sul linguaggio dei piedi? Non vi resta che applicarle e verificarle in prima persona studiando i piedi del vostro interlocutore, durante la prossima conversazione con un amico, un colloquio di lavoro o una cena con il partner! Divertitevi a interpretare i segnali involontari trasmessi dai loro piedi e magari, chissà, imparerete anche a conoscere meglio i loro sentimenti.1

  1. Mastrone, Rosaria. “Il linguaggio del corpo e la sua osservazione nell’ambito del primo colloquio clinico”, Lampi di Stampa, 2007
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