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Polidattilia del piede: caratteristiche, cause e trattamento

Polidattilia piede

La polidattilia è un’anomalia nel numero delle dita del piede o della mano (si parla infatti di dita soprannumerarie). Si tratta di una deformazione genetica abbastanza rara che può essere corretta grazie a un intervento chirurgico ad ogni età.

Il termine polidattilia indica la presenza di uno o più dita in eccesso rispetto alla norma. Questa condizione, conosciuta anche come iperdattilia, quando conta un solo dito in più prende il nome di esadattilia.

La polidattilia fa parte delle malformazioni minori della mano e del piede, colpisce 1 bambino ogni 3000 e si manifesta maggiormente nei soggetti di sesso maschile con un rapporto di 3:1. La polidattilia si presenta più frequentemente in modo bilaterale1 ma può insorgere anche in modo asimmetrico.

Questa malformazione può associarsi ad altre anomalie come l’ipoplasia della tibia, la distrofia toracica infantile e la sindattilia, ovvero la fusione di due o più dita.2

Caratteristiche della polidattilia

L’entità della polidattilia dipende dalla posizione e dal tipo di formazione raggiunta dal dito soprannumerario.

Il dito in più può essere formato da un abbozzo di parti molli, dalle parti molli e dalla componente ossea o più raramente, può presentare l’intera struttura osteoarticolare di un normale dito.

A seconda della posizione del dito in eccesso, la polidattilia viene classificata in:

  • Polidattilia preassiale. S’intende la presenza di una o più dita in più dal lato del pollice o dell’alluce con duplicazione di tutto o parte del I raggio;
  • Polidattilia monoassiale. Le dita in sovrannumero sono nella parte centrale ovvero a carico di indice, medio o anulare oppure a carico di secondo, terzo o quarto dito con duplicazione di tutto o parte del II-IV raggio. Questa deformazione spesso si associa a sindattilia.
  • Polidattilia postassiale. Presenza di dita in più dal lato del mignolo o del quinto dito ovvero a livello del V raggio.

Cause della polidattilia

La polidattilia viene facilmente individuata durante l’epoca prenatale e può essere causata da una lesione dell’abbozzo dell’arto durante il periodo di gestazione.3

La polidattilia può essere legata ad anomalie cromosomiche come la Trisomia 13, o Sindrome di Patau, in cui si riscontra la duplicazione del cromosoma 13. La Trisomia 13 è una malattia rara che colpisce un bambino ogni 10.000 all’anno e si caratterizza per la presenza di ritardo nella crescita, polidattilia, difetti cranio facciali e malformazioni oculari.4

La polidattilia è un sintomo presente in 59 sindromi genetiche, alcune incompatibili con la vita come le Sindromi coste corte-polidattilia, un particolare gruppo di displasie scheletriche.5

Determinante nell’insorgere della patologia anche la componente ereditaria e l’influenza di particolari condizioni ambientali ma nel 40-50% dei casi le cause restano ignote.6

Trattamento chirurgico

Per ripristinare il corretto assetto morfologico della mano o del piede è necessario un intervento chirurgico. A seconda del tipo di polidattilia sarà necessario rivolgersi ad un chirurgo ortopedico specializzato nel piede o nella mano.7

Prima dell’operazione, il medico valuterà le proprietà osteo muscolari, articolari e vascolari del dito in sovrannumero. Successivamente, a seconda dell’entità della deformità, opterà per preservare il dito più funzionale ed estetico.8

L’intervento di asportazione è volto a ripristinare la funzionalità del piede o della mano per evitare problemi di deambulazione o di articolazione.

L’intervento viene programmato durante la prima infanzia in modo che il bambino possa correttamente sviluppare programmi motori efficaci successivamente all’intervento ma se non si sono presentati particolari problemi durante lo sviluppo è possibile correggere la deformità anche in età adulta.

 

Un caso clinico di polidattilia del piede

In questo caso clinico di una persona operata dal Dr Paolo Filippini, il paziente presenta la duplicazione del quinto dito del piede destro.

Il paziente si è sottoposto ad intervento in età adulta in quanto non aveva avuto ripercussioni funzionali durante l’età dell’accrescimento.

L’operazione è volta a correggere la deformità al fine di eliminare il disagio fisico nell’indossare determinate tipologie di calzature e anche di ridurre il disagio psicologico causato dall’inestetismo della deformità.

A seguito di un esame radiografico è stato possibile individuare l’entità della deformazione, ovvero la presenza di una componente ossea in duplicazione del 5° raggio.

Dopo un’indagine diagnostica sulla funzionalità di entrambe le componenti ossee si è optato per mantenere il dito più funzionale.

A seguito della rimozione, dalla radiografia è possibile vedere che il piede ha un assetto nella norma.

Al controllo a 5 settimane è possibile vedere che il piede ha assunto un aspetto migliore e che la lamina ungueale del 5° dito è in crescita.

 

  1. “Polidattilia”, Dizionario di Medicina, 2010, Enciclopedia Treccani
  2. Giannini, S., Mosca, M., Mazzotti, A., “Le deformità del piede”, GIOT, 2014;40 (suppl.3): S1-S7
  3. “Malformazioni congenite per duplicazione”, Enciclopedia medica italiana, USES Edizioni Scientifiche Firenze, Volume 9, pag. 379-380
  4. “Trisomia 13”, Orpha.net
  5. Borrelli A. L., Arduini D., Cardone A., Ventruto V., “Medicina dell’étà prenatale: Prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche”, Springer, 2008, pag.114-115
  6. Curini Galletti F., “La ricostruzione della mano pediatrica congenita con metodiche tradizionali”, pag. 3
  7. Giannini S. et Al, F., “Le deformità del piede”, Giot 2014;40(suppl.3): S1-S7
  8. Siquera M. A., Sterodimas A., Boriani, F., Pitanguy I., “A 10-year experience with the surgical treatment of radial polydactyly”, Annali Italiani di Chirurgia, 2008; 79: 441-444

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Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2018