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Piede valgo o varo? Scopriamo tutto sulle deformità del piede

Il piede varo e il piede valgo sono due condizioni patologiche opposte che rientrano nel gruppo delle malformazioni del piede. Possono essere asintomatiche ma causare importanti scompensi posturali. Vediamo quali sono le principali similitudini e differenze che contraddistinguono le due anomalie.

Il piede valgo e il piede varo sono due condizioni anatomo-cliniche causate da una deviazione dei segmenti ossei. Nella normale anatomia del piede, la gamba e il retropiede formano un angolo di 5 gradi aperto verso l’esterno chiamato valgismo fisiologico del retropiede.

L’aumento di questo angolo comporta una situazione di valgismo mentre se l’angolo diminuisce siamo davanti ad una situazione di varismo.

Se il quadro anatomico è modificato si generano dei cambiamenti posturali che si ripercuotono su tutto il resto del corpo. Scopriamo nel dettaglio di cosa di tratta, come possiamo accorgerci del problema e come lo specialista del piede può aiutarci.1

Piede valgo

Nel piede valgo si riscontra un atteggiamento di forzata pronazione. L’asse del retropiede è deviato verso l’esterno rispetto all’asse della gamba. Il calcagno ha compiuto un eccessiva rotazione verso l’interno.

In questa condizione il peso grava eccessivamente sull’interno del piede ed è possibile notare sulla suola delle scarpe un consumo maggiore nella zona del tallone, sul lato interno e sulla parte anteriore della scarpa nella zona dell’alluce.2

Piede valgo

I sintomi del piede valgo pronato sono una sensazione di fastidio o dolore associato a limitazione funzionale e spesso è collegato ad anomalie della volta plantare, come il piede piatto e il piede equino.

Nel piede valgo lo spostamento del tallone causa ripercussioni su tutto l’avampiede ed è un fattore predisponente per altre patologie come l’alluce valgo e le sesamoiditi. Inoltre, a causa dell’appoggio non fisiologico, può provocare infiammazioni come la metatarsalgia e la fascite plantare.

Piede varo

Il piede varo è la situazione patologica in cui l’asse del retropiede è deviato verso l’interno rispetto all’asse della gamba ed è visivamente riconoscibile dal calcagno piegato verso l’esterno.

In questo caso è possibile notare un atteggiamento di forzata supinazione; iI piede appoggia al suolo solo con il bordo esterno mentre l’interno resta sollevato. Osservando la suola della scarpa è possibile notare che la suola è maggiormente consumata nella zona del tallone, sul lato esterno e nell’area anatomica del 5° dito.

Piede Varo

Questo tipo di deviazione anatomica si caratterizza per rigidità e limitata rotazione interna ed è asintomatica. Può insorgere per cause acquisite o congenite e in questo caso si definisce piede torto congenito.3

Il piede torto congenito è la malformazione del piede più frequente, 85% dei casi, e si associa principalmente ad altre due condizioni patologiche: l’iperpressione esterna della rotula e un difetto di copertura della testa femorale.

Il piede varo può causare instabilità della caviglia e si associa al piede cavo.

Diagnosi e cura

Queste deviazioni, se di entità moderata, vengono riscontrate in epoca prenatale e monitorate per tutta la prima infanzia. Il pediatra è il medico che valuterà come tenere sotto controllo lo stato di salute del piede e in caso di necessità consigliarvi uno specialista in patologie del piede.

In genere il trattamento per questa patologia avviene in età dello sviluppo con metodi conservativi. Se la correzione non produce risultati soddisfacenti è necessario un intervento chirurgico correttivo.

Nell’adulto, a seconda del grado di valgismo o varismo, l’ortopedico può consigliare diverse terapie conservative che prevedono l’utilizzo di scarpe e di plantari ortopedici associati a sedute fisioterapiche e di ginnastica correttiva. Nei casi più gravi è necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico.

  1. Costanzo, Giorgia Martina. “Il trattamento riabilitativo nel piede torto congenito”, Università degli studi di Catania, 2005/2006, Capitolo 3
  2. Pesce, Marica. “Valutazione dell’influenza dell’utilizzo di plantari per differenti conformazioni del piede”, Università degli studi di Padova, 2010/2011,  pag. 30
  3. Ivi, pag. 63-65

Tag: anatomia, avampiede, ossa,

Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2018