Metatarsalgia

La metatarsalgia è una sindrome dolorosa che si sviluppa sulla regione anteriore della pianta del piede. Il termine metatarsalgia non definisce un processo patologico determinato, ma semplicemente una sintomatologia dolorosa che può comparire come conseguenza di diversi fattori causali.

La metatarsalgia (lett. dolore al metatarso) colpisce maggiormente le donne e abitualmente è associata ad anomalie di appoggio delle teste metatarsali; ciò è confermato spesso dalla presenza di callosità plantari in corrispondenza delle teste metatarsali dolorose.

 

COS’E’ IL METATARSO?

Il metatarso è un’area anatomica che si trova circa alla metà del piede ed è formato da un gruppo di 5 ossa.

Le ossa del metatarso sono collegate alle dita del piede attraverso l’articolazione metatarso-falangea. Si collegano invece al tarso, regione posteriore del piede che precede la caviglia, per mezzo dell’articolazione tarso-metatarsale.

Le ossa metatarsali presentano due estremità (dette base e testa) e un corpo, di forma prismatica triangolare. Lo spazio interosseo è colmato da tessuti molli.

I cinque metatarsi assolvono una funzione molto importante nel sostegno del nostro apparato locomotore e nello svolgimento della corretta funzione motoria del piede.

 

DA COSA DIPENDE LA METATARSALGIA?


Nella maggior parte dei casi le metatarsalgie sono di natura biomeccanica e derivano da un alterato carico dell’avampiede al suolo; solitamente la problematica si concentra sul 2° e 3° metatarso. Lo squilibrio del carico può essere dovuto da :

  • anomala lunghezza dei raggi metatarsali;
  • anomala posizione dei raggi metatarsali e morfotipo del piede (es. piede equino);
  • anomala motilità dei raggi o rigidità di una articolazione prossimale (es. articolazione di Lisfranc);

Esistono anche le metatarsalgie così dette non biomeccaniche che hanno origine da malattie che interessano tutto l’organismo (es. artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, diabete, etc…), da affezioni locali (es. artrite settica) o malattie dei nervi del piede (es. neuroma di Morton).

 

SINTOMI DELLA METATARSALGIA

Nella maggior parte del casi il paziente presenta callosità plantari in corrispondenza dei metatarsi centrali. Inizialmente tali callosità, espressione di un sovraccarico metatarsale localizzato, sono del tutto asintomatiche e in genere trattate con pedicure regolari.

Con l’andar del tempo compare dolore durante la deambulazione in corrispondenza di queste ipercheratosi in particolare con l’utilizzo di calzature a suola rigida, con tacco, strette o semplicemente a piedi nudi.

Nelle fasi acute il dolore può rendere intollerabile la marcia e in alcuni casi si strutturano posizioni anomale d’appoggio finalizzate a schivare i punti dolorosi.

 

TRATTAMENTO DELLE METATARSALGIE

L’esame clinico condotto sul paziente è indispensabile per indicare il trattamento più idoneo.

Nei casi più lievi, con dolore poco accentuato, la metatarsalgia si può trattare in modo conservativo con l’impiego di calzature a suola morbida, con cure mediche e fisioterapiche o con l’utilizzo di un plantare ortopedico che metta in scarico le teste metatarsali dolorose.

Nei casi più gravi tali soluzioni non possono essere proposte al paziente ed è necessario ricorrere al trattamento chirurgico per ristabilire il normale assetto del carico.

La chirurgia percutanea del piede permette di curare le metatarsalgie attraverso piccole osteotomie di arretramento e sollevamento delle teste dolorose. Due o tre piccole incisioni sul dorso del piede, consentono al chirurgo di interviene con le microfrese a livello del collo delle teste dolorose.

Le osteotomie prodotte non vengono fissate con mezzi di sintesi ma lasciate libere; l’uso della scarpetta rigida ed il carico immediato consentiranno il giusto e corretto riposizionamento; in pratica i metatarsi trovano da soli l’equilibrio e l’assetto geometrico funzionale sollevandosi in quanto sovraccaricati.

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2017